• Nuova Antologia

    Firenze città gotica

    Si prova un senso di tenerezza e un inspiegabile autocompiacimento nel leggere l’opera prima di un collega che scrive per la stessa testata giornalistica, solo con maggior esperienza (e competenza) della propria. Si prova un pizzico di orgoglio, di soddisfazione, quasi che il romanzo provenisse da un mistico pianeta Kripton, cui entrambi apparteniamo, per mestiere e categoria, alieni al resto del mondo. Si pensa “ecco un altro di noi che prova il salto di qualità. Un altro che prova a diventare scrittore” E ci auguriamo che almeno lui riesca a farcela, colmando il vuoto del mestiere e della società a servizio della quale, chi piu chi meno, operiamo con intenzione.…

  • Nuova Antologia

    Simonetta Agnello Hornby: Schiavitù dei personaggi sull’autore

    ​E’ fresco di stampa l’ultimo numero di Nuova Antologia, e per noi autori si tratta di  qualcosa di particolarmente importante perché segna la conclusione del sodalizio con la stamperia Mondadori. Il prossimo numero sarà, evidentemente, ancora più importante perché per contro all’amarezza di una separazione offrirà la speranza e le buone intenzioni di un inizio, un capitolo nuovo che Nuova Antologia scriverà al fianco dell’editore Polistampa di Firenze. La rivista torna quindi a casa, la sua cara, vecchia città dalle stradine strette e i tetti rossi. Questo significherà, in termini pratici, un miglioramento sostanziale della distribuzione e reperibilità dei numeri, che saranno finalmente disponibili online. Intanto, nel volume appena uscito,…

  • Eventi,  Nuova Antologia

    La missione di un cantAttore

    Nell’ultimo numero del trimestrale “Nuova Antologia” c’è la mia intervista a Simone Cristicchi, incontrato a Firenze in occasione della tappa conclusiva del tour teatrale “Magazzino 18”. Lo spettacolo è una ricostruzione creativa e multimediale dei fatti che hanno afflitto i territori della Dalmazia, Friuli e Trieste, ai tempi del regime comunista di Tito, quando i 350.000 italiani che intendevano definirsi ancora tali, furono costretti all’esodo di massa. In tanti però non riuscirono mai ad imbarcarsi e vennero gettati nelle Foibe. Oggi, nella memoria degli esuli di seconda e terza generazione, quelle che dovrebbero essere una manifestazione spettacolare della natura, sono terrificanti tombe a cielo aperto sul fondo delle quali giacciono…